8 abr. 2009

Terremoto: voce del verbo sdrammatizzare

È interessante. Leggo una cronaca del 1951 di Enzo Biagi. Coincidenza sì, coincidenza no, l'articolo tratta dell'alluvione del Po che avvenne quell'anno. Nulla di più attuale se comparato con gli avvenimenti abruzzesi.
Leggo, leggo e nonostante il racconto emozionato e tragico del giornalista mi viene da sorridere.

Sono passati 58 anni e non esiste, o per lo meno finora non l'ho letta, una descrizione tanto accurata e ironica della presenza politica nei territori devastati da una catastrofe.

Gli onorevoli arrivano sempre sul luogo del disastro. Anzi: arrivano tra i primi. [...] Essi comprendono i bisogni del popolo, i problemi di idraulica e la questione elettorale. Incitano, si compiacciono e segnalano. [...] L'onorevole accarezza i bambini e prende nota delle necessità. Poi, se ha una spiccata coscienza sociale, protesta. [...] Tutti vogliono bene all'alluvionato, tutti desiderano condurlo da qualche parte, alla cellula, in canonica o, nella migliore delle ipotesi, in indipendenti ricoveri appositamente allestiti.
Enzo Biagi. Io c'ero.

Dopo 58 annila situazione non è cambiata. Non totalmente.
Si accarezzano i bambini, si ascoltano i lamenti delle donne, si incrocia lo sguardo duro e vuoto degli uomini e quello stanco dei soccorritori. Il presidente Napolitano andràa domani sui luoghi del disastro. Benedetto XVI dopo Pasqua. Berlusconi e Franceschini già sorvolano come avvoltoi le zone colpite. In più si sdrammatizza...

Berlusconi a las víctimas: "Es como un fin de semana de acampada"

Io credo che sia impazzito del tutto.
Se si dà uno sguardo alle foto dall'alto si nota qualcosa di peculiare. Alcune case sono intere. Interissime. Altre devastate. Macerie. E si parla (finalmente) di speculazione edilizia.
Solo ora. Solo adesso. A disgrazia avvenuta. Quando i cantieri erano all'opera e i materiali erano di seconda mano si taceva.
E si tirano le somme: qual è il prezzo della speculazione in Italia? Mah, un 250 morti...per ora.

C'è un appello su l'Unità.
Io l'ho firmato.

30 mar. 2009

Informazione Informazione (you can, too. But on demand...)

L'Italia.
Questo piccolo grande paese.
(vi possino ammazzare...)

Sono un po' perplessa. Ho preso contatti con un giornale per poter scrivere articoli e ottenere, finalmente, questo benedetto tesserino che mi permetterà di accedere all'esame da giornalista.
Il giornale non è dei più rinomati, ma si sa...oggi sei incudine, domani martello. L'importante è non arrendersi mai (anche se si è stanchi).

Scrivo alla redazione una mail graziosa, coincisa ma esaustiva, di cui riporto un paio di passaggi:
[...]avrei piacere di poter collaborare con voi. [...] sono ricercatrice all'Università di Cádiz in Spagna, [...] programma di dottorato in Migrazioni Contemporanee dentro del quale mi occupo di reti criminali, politica, manipolazione dell'informazione ed immigrazione.[...] resto in attesa di Sue notizie e La saluto cordialmente [...]
mi rispondono subito, dicendomi che il Lunedì (oggi) il direttore del giornale mi avrebbe contattata, blablabla...
Bene. La risposta non tarda ad arrivare.
Ore 13.30. New mail in your mailbox.
Controllo.

Gentile Flavia,
la signora XXX mi ha detto dela sua passione per il giornalismo e della possibilità di offrirle uno spazio autogestito dove parlare della Spagna, delle strutture, degli itinerari utili ad invogliare ad andare lì. La pagina intera al giornale viene a costa 300 euro al mese che lei potrebbe recuperare attraverso pubblicità che le strutture sono interessate a promuovere o a pacchetti turistici. Fatturando il tutto ovviamente (Iva all'estero non si paga). Per il tesserino non c'è problema, basta che la residenza sia a Napoli.
Mi faccia sapere e ci organizziamo con il primo numero raggiungibile ch dovrebbe essere quello di maggio perchè aprile è chiuso, a meno che non c'è la possibilità di avere strutture subito interessate e vediamo di trovare lo spazio..
Mi faccia sapere
Cordialmente
XXX
XXX
...dela mia passione?
spazio autogestito dove parlare della Spagna, delle strutture, degli itinerari utili ad invogliare ad andare lì?
prego?
forse non mi è chiaro. So che l'immigrazione è un grosso problema in Italia...ma anche qui in Spagna non si scherza, eh? certo...le strutture sono un po' più curate delle nostre, ma addirittura invogliare a scegliere Algeciras invece di Lampedusa...e chi sono io per poter far ciò...??!! Ah.. beh, forse non ci siamo capiti, per chi mi ha preso??? Per Syusy Blady?

La pagina intera al giornale viene a costa 300 euro al mese che lei potrebbe recuperare attraverso pubblicità che le strutture sono interessate a promuovere o a pacchetti turistici...
al giornale costa 300 euro? ...recuperare? Pubblicità?
Mi scusi. Siamo nuovamente vittime di un quid pro quo.
Io scrivere...
S C R I V E R E ...
no agente pubblicitario che cerca soldini per suo giornale, io no commerciale,
N O C O M M E R C I A L E...
SCRIVERE sì, COMMERCIALE no.

perchè aprile è chiuso, a meno che non c'è la possibilità di avere strutture subito interessate e vediamo di trovare lo spazio...
il perché vuole l'accento verso destra...
ma soprattutto le assicuro che nessuno la denuncerà se utilizza un congiuntivo...*che non ci SIA*...e vedremo...

ed io dovrei scrivere per Lei, razza di bifolca bovara della lingua italiana? Brutta scioperata lazzarona, lercia mignatta (e anche mignotta) dell'informazione...io pago (o finanzio) e posso scrivere tutte le minchiate che mi vengono in mente?

Cordialmente...???
Ma cordialami sta minchia, va!

(che rabbia)

27 mar. 2009

Se non siamo ancora stanchi, non ci stancheremo mai...(i mille volti di una medaglia bidimensionale)

Modena City Ramblers - La banda del sogno interrotto

La duplicità di questa affermazione mi affascina.

...Se non siamo ancora stanchi, non ci stancheremo mai.

Dove ci si situa?

Bene. L'allergia continua inesorabile a straziarmi parti consistenti di corpo. Il che mi fa pensare al karma, al formaggio e alla russia post-gorbacioviana. Non so perché. Il cervello è complesso, la psiche è un mistero e anche le mie connessioni neuronali. Mi sveglio come in un postsbornia, mi gratto e vado farmi la doccia. Mi gratto e faccio colazione. Mi gratto e leggo il giornale.Mi gratto. Migro al lavoro e mi gratto.
Mi gratto sempre.

Scendo a far colazione, l'unico momento nel quale non mi gratto perché con una mano stringo la tostada, con l'altra sorseggio il caffèlatte e leggo "La scomparsa dei fatti".

«I fatti separati dalle opinioni.» Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti. Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto.
Con i fatti, no.
(prefazione Marco Travaglio-La scomparsa dei fatti)

Come ben diceva Orwell: Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire. Ovviamente dagli anni 70 in poi questa premessa è andata modificandosi fino ad arrivare, in Italia, alla seguente situazione (e prendo in considerazione solo i periodici nazionali a tiratura più elevata):


Bella situazione. Il mito del non avere tempo. È questo che perpetua il dilagarsi dell'opinionismo.
E anche il monopolio delle testate giornalistiche aiuta.
E aiuta a nascondere i fatti. Ma chi è che li nasconde?


C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato,sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.

C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.

C’è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell’editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.

C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s’incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.

C’è chi nasconde i fatti perché confonde l’equidistanza con l’equivicinanza.
C’è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C’è chi nasconde i fatti perché l’editore preferisce così.
C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C’è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.


C’è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l’abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.


C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.

C’è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo.

C’è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
C’è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.

C’è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.

C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.

C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, «c’è gente che pagherebbe per vendersi».
(prefazione Marco Travaglio-La scomparsa dei fatti)
Leggendo, mi viene in mente "Qualcuno era comunista" di Giorgio Gaber.
È così difficile mantenere la propia integrità, e non solo quella politica... è che, alla fine, gli sconti si fanno a tutti, anche quando sei amico della Signora Rinascente. Si declassa il crimine, l'immoralità, la facinorosità con una battuta ironica e un "eh vabbè, quello è fatto così!". Si giustifica, perché il porco cervello che ci accompagna è abituato a farlo, è abituato a giustificare e giustificarsi.
Non è l'elogio dell'integralismo. Ognuno ha il diritto di sbagliarsi. Ma perpetuare lo sbaglio, calpestare diritti e vie legali, non è concepibile. Si sbaglia, si paga.

Nel bel film Il Divo, Paolo Sorrentino fa dire ad Andreotti: Cristo disse di porgere l'altra guancia. Ma è pur vero che Nostro Signore, nella sua infinita intelligenza, di guance ce ne ha date solo due.

E allora significa che siamo in un loop. Che ci stanno caricando di mazzate sulla stessa guancia da 50 anni e che come in un grammofono scassato non riusciamo a girare il viso e, perlomeno, cambiare lato...non dico smettere di essere mazziati, solo cambiare la guancia (e sperare che ci si stanchi prima o poi).

E mi gratto. Stavolta in testa.

Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c'era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.
(la fattoria degli animali-Orwell)
Ascolto la canzone parafrasandola nella mia mente e penso: Stanchi, no... non siamo stanchi. Non siamo stanchi di incassare...

18 mar. 2009

Femminile Singolare

Cittadina Europea.
Italiana.

C'è vento qui a Cádiz.
Soffia il Levante da un paio di giorni...è freddo, pungente, alquanto fastidioso. Non riesco a girare le pagine de El País. Ci rinuncio. Fermo a pagina 4 il tutto, piego il giornale e:

NI MIEMBROS NI "MIEMBRAS"
(trad.) Il Parlamento Europeo propone un rigido manuale di stile per porre fine, una volta per tutte, all'uso sessista della lingua"
mumble, mumble... a parte il patchwork mentale a tre variabili (membri, Parlamento, Membri del Parlamento) che mi sovviene pensando al titolo: ma l'uso sessista della lingua non era qualcosa di piacevole con un buffo nome latino che poteva terminare in *azio o *ingus?

Leggo l'articolo e riporto le parti salienti:

[...]perché il linguaggio sessista tende a sottolineare che uno dei due sessi è superiore all'altro. [...] l'uso del generico maschile può creare confusione e ambiguità e dar luogo ad una mancanza di visibilità della donna.
A questo punto la domanda interessante è: come donna, il generico maschile, mi lede? Sono o non sono discriminata da questa che, agli occhi dei più, è unicamente una quisquiglia linguistica?

Sì. Effettivamente sono indignata!
Queste menate non so se femministe o pseudotali, di pari opportunità o di genere mi fanno schizzare i coglioni nella mesosfera.
È una delle forme più luride e contemporaneamente idiote di (auto)ghettizzazione.

Io non mi sento discriminata se un prete dice "pace in terra agli uomini di buona volontà" invece di "pace in terra agli uomini e eeeeerrrrgh alle donne eh?!! anche alle donne di buona volontà". o perché la maggior parte dei mestieri finisce in "o".
Non è il genere che mi fa più capace (o meno).
Al limite, il genere contribuisce a farmi più bella...ma solo per via delle tette,

Bella la lotta femminista. Il corteo di sangue e lacrime di commozione dell'8 Marzo. Ora sì, ce l'abbiamo fatta.
Vittoria! Il nome collettivo ci salverà.

Non si dirà più membro o membra del parlamento, ma gente che lavora nel parlamento.
Non più spazzino e spazzina, ma persone che lavorano nell'ambito delle pulizie.
Niente medico né medichessa, ma persone che lavorano nella sanità.
Ma considerando tutte le persone che lavorano nella sanità...non ci sarà un po' di confusione nel momento in cui si cerca uno/a specialista specifico?

per me, bah..
italiana.
ricercatrice.
fiera del mio triangolino peloso che mi fa diversa dai maschietti.
Non meglio, né peggio. Diversa, semplicemente e naturalmente diversa.
Ma con gli stessi diritti.

Ma quando finiremo di occuparci del contenitore per badar di più al contenuto?
(mi piace finire con una domanda retorica)

No, aggiungo una postilla alla pispola.
Una piccola ciliegia sugli eventi di Roma 3 suggeritami dall'inviato speciale deFra-mmentodiséstesso...
Gruppi neofascisti o neonazisti, hanno tappezzato l'Università con manifesti inneggianti alla rinascita del Reich ..bla bla bla. Uno dei manifesti diceva:
EIN FOLK
EIN REICH
EIN FUHRER

EIN FOLK...
(e qui ci sta tutta Rawhide cantata dai Blues Brothers)

VOLK...UN POPOLO...si dice VOLK non FOLK!
schtupidi fascistelli. Parafrasando il deFra:
prima i libri e poi la spranga!

E da parte mia, Rawhide

Rollin rollin rollin
Though the streams are swollen
Keep them doggies rolling
Rawhide
Rain and wind and weather
Hell bent for leather
Wishing my girl was by my side
All the things Im missin
Good victuals, love and kissin
Are waiting at the end of my ride
Move em on (head em up)
Head em up (move em up)
Move em on (head em up)
Rawhide
Cut em out (ride em in)
Ride em in (cut em out)
Cut em out (ride em in)
Rawhide
Keep movin movin movin
Though their disapprovin
Keep them doggies moving
Rawhide
Dont try to understand them
Just rope, throw and brand them
Soon well be living high and wide
My hearts calculating
My true love will be waiting
Be waiting at the end of my ride



come dice Seb: "ASTA la victoria, Ziempre!"